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L'importanza della condivisione della conoscenza

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La trasmissione dell'informazione, il suo corretto fluire, una rapida condivisione della stessa, sono caratteristiche fondamentali di un efficiente ed efficace sistema di comunicazione interna per qualunque forma di organizzazione.
Che si tratti della linea di comando per coordinare lo sbarco in Normandia dell'esercito alleato, o di una serie di telefonate in un gruppo di amici per accordarsi su dove e quando ritrovarsi per mangiare una pizza, un rapido e preciso scambio di informazioni tra individui costituisce la base fondamentale per poter dirigere verso un obiettivo comune tutti gli appartenenti ad una comunità. (continua... fai click su Leggi Tutto...) Tralasciando importanti fenomeni come la presenza di "hidden agenda", ovvero di obiettivi personali non allineati con quelli comuni, vogliamo soffermarci sul processo di comunicazione in sè, che, se mal congegnato si rivela inefficace, pur in presenza della volontà di coordinamento.
Gli strumenti, le tecnologie e le piattaforme per permettere la comunicazione, nelle imprese, come nelle altre tipologie di gruppi, abbondano, tutti noi abbiamo a che fare su base quotidiana con telefoni fissi e mobili, audio e video conferenze, riunioni tradizionali, scambio di sms, di e-mail, oltre a intranet e portali aziendali ricchi di contenuti, applicazioni per la messaggistica istantanea, ambienti per la condivisione di documenti di ogni genere, bacheche elettroniche e così via.
Naturalmente le tecnologie utilizzate e lo sfruttamento di sinergie tra differenti metodi, rappresentano fattori importanti per impostare una corretta comunicazione interna, tuttavia si tratta pur sempre di strumenti, per loro natura abilitanti, ma che non possono prescindere dalla presenza di un contesto favorevole al loro utilizzo. Appare allora evidente come, ancor più delle soluzioni adottate, siano fondamentali alcune caratteristiche della cultura aziendale, affinché la comunicazione interna raggiunga con successo i propri obiettivi.
Potremo trovare ambienti organizzativi particolarmente aperti allo scambio di informazioni, queste comunità, basate sul networking, sulla creazione di una fitta rete di condivisione della conoscenza, riconoscono spesso un valore "etico" alla trasmissione tra individui delle nozioni e notizie rilevanti. In tali contesti ogni soggetto percepisce come un dovere l'aggiornarsi sulle ultime novità e come un suo diritto quello di partecipare alla vita dell'organizzazione in maniera consapevole, inoltre sarà considerato imprescindibile aiutare gli altri a raggiungere il medesimo livello di consapevolezza.
Simili organizzazioni tendono a prediligere il modello collaborativo e un approccio basato sulla condivisione in numerosi aspetti della vita dell'impresa, affrontando quindi la comunicazione interna secondo tale filosofia. Non sempre la situazione è così rosea, in molte strutture il possesso dell'informazione è considerato una fonte di potere e, come tale, da mantenere appannaggio di pochi eletti che difficilmente vorranno condividere la conoscenza, in tali contesti non c'è tecnologia che tenga, poiché i problemi di comunicazione interna vengono generati da un atteggiamento frutto di una cultura aziendale fondata sull'esclusione e non sulla condivisione, sull'innalzamento di muri e barriere, più che sulla costruzione di ponti.
Se ci troviamo ad operare in organizzazioni siffatte, i primi passi da muovere dovranno necessariamente andare verso un cambiamento di cultura, promuovendo con tutti gli incentivi disponibili un approccio fondato sulla comunità di intenti, nel tentativo di incrinare la granitica tendenza all'isolamento.
E' importante che sia chiaro, prima ancora di avviare qualunque processo di innovazione nella comunicazione interna, quanto l'organizzazione ritenga un valore la costruzione di una rete fatta di persone e conoscenza al suo interno, ciò può realizzarsi unicamente attraverso il disegno di un efficiente sistema incentivante che si mantenga coerente con una filosofia basata sul successo del gruppo, più che sulla prevaricazione del singolo individuo che, altrimenti, sarà naturalmente portato a isolare gli altri dalle proprie competenze.
Infine potremmo trovarci in un contesto aziendale reso ostile, sul piano della comunicazione, da un sottile disinteresse per le novità e per la condivisione, in questo caso è più il senso di noia, la routine consolidata che impediscono il corretto fluire dell'informazione, non si tratta dunque di isolamento strategico, bensì del frutto di una cultura aziendale basata sull'immobilismo.
Organizzazioni fortemente statiche o che lo sono state fino a tempi recenti, hanno storicamente dato poca importanza alla comunicazione interna, questo perché, in effetti, c'era ben poco da comunicare, visto che i cambiamenti, sia nell'impresa, che nell'attività del singolo individuo, si manifestavano molto lentamente e le reazioni alle poche novità potevano essere anche molto lente senza intaccare le performance della struttura.
Organizzazioni nate e cresciute in ambienti statici incoraggiavano un approccio statico negli individui che le componevano, privandoli di qualunque incentivo all'aggiornamento. In questi ambiti si tendeva a ritenere una comunicazione strutturata del tutto inutile, la presenza di processi per garantire il corretto fluire delle informazioni assolutamente superfluo, certamente finchè l'ambiente esterno e interno si è mantenuto in un relativo immobilismo non vi era certo necessità di evolvere le metodologie e la cultura dell'impresa, tuttavia al velocizzarsi del cambiamento, diventa imprescindibile un radicale salto di qualità nell'approccio alla comunicazione.
Per concludere possiamo dire che, a prescindere dal contesto organizzativo, una corretta comunicazione interna non può limitarsi ad essere una accozzaglia più o meno ben assortita di strumenti e tecnologie, ma deve essere vista come una strategia in divenire, costituita da una serie di processi in continua evoluzione e, soprattutto, una attenzione continua verso la crescita di una cultura basata sulla condivisione, solo così gli individui potranno sentirsi effettivamente parte integrante del gruppo e remare in una unica direzione con armonia piena.
 

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