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L'Organizzazione Relazionale

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Qualunque organizzazione, gruppo o squadra necessita di una struttura ben definita, affinché possa funzionare efficientemente, come un macchinario dagli ingranaggi ben oliati. La struttura è tipicamente costituita da un insieme di norme e procedure concordate e spesso trascritte e formalizzate, che concorrono nel loro insieme a definire responsabilità e ruoli, ambiti di competenza e interfacce di interazione.
Certamente ogni organizzazione non può prescindere da simili inquadramenti logici, utilissimi in sede di pianificazione, di analisi e di coordinamento tra le diverse funzioni, tuttavia la natura delle attività che vedono coinvolti gli individui appartenenti ad un aggregato sociale superano in tipicamente in complessità qualsiasi tentativo, per quanto accurato e sistematico di schematizzazione. (continua... fai click su Leggi tutto...) L’operatività su base quotidiana tende a presentare una tale varietà da sfuggire decisamente all’inquadramento. Questo avviene perché, da una parte le situazioni e i problemi che possono venirsi a creare ogni giorno coprono una casistica talmente vasta da rendere impossibile una classificazione, dall’altra l’elevato dinamismo del contesto in cui ci troviamo presenta un altissimo grado di mutevolezza, per cui temi che ieri erano ben inseribili nel quadro formale dell’organizzazione, dopo poco tempo possono essere stravolti nella loro natura dall’evoluzione dell’organizzazione, spesso spontanea e repentina, e dell’ambiente esterno.
Nasce allora la necessità di operare utilizzando come guida ogni formalizzazione della struttura organizzativa disponibile, specialmente nei casi in cui occorra dirimere qualche controversia sulle responsabilità, ma allo stesso tempo individuare modalità operative pragmatiche, che permettano di dare risposte e costruire strutture temporanee secondo le necessità. Di fatto il modo in cui si svolge l’attività operativa tradizionale è basato sull’esistenza di una fitta rete di invisibili relazioni all’interno di ogni organizzazione.
La rete citata si forma a collegare diversi individui appartenenti ad un gruppo essenzialmente sulla abse di una storia di contatti prolungati nel tempo, si instaurano collegamenti tra soggetti che hanno lavorato insieme negli stessi ambiti in passato, che hanno collaborato su singoli progetti o che, più semplicemente, condividevano simili interessi ed obiettivi. Ciascun individuo porta dunque, come contributo personale alla rete sociale, tutto il proprio bagaglio di esperienza e, insieme all’attività e responsabilità svolte al momento, tutte le competenze delle precedenti posizioni ricoperte.
Così, quando occorre risolvere uno specifico problema o affrontare un certo progetto, si tende a porsi come prima domanda “chi, all’interno della nostra rete sociale interna all’organizzazione, potrebbe essere coinvolto per affrontare efficacemente la questione in essere?”. Con questa modalità vengono create delle strutture temporanee all’interno del gruppo, che possono durare anche solo poche ore, il tempo necessario a sciogliere il tenace nodo del momento, oppure mesi per l’intera durata di un progetto, in entrambi i casi si tratterà tipicamente di aggregazioni spontanee che crescono intorno ad un singolo o ad un gruppo ristretto inizialmente individuato in maniera formale e che si espande così seguendo una via imprevedibile e non pianificata.
Potremmo pensare a questa modalità di gestire un gruppo come tipica di una “organizzazione relazionale”, un micro-cosmo che sviluppa il suo pieno potenziale proprio attraverso la collaborazione tra gli individui. In ogni grande organizzazione, affinché non si arrivi alla paralisi, è opportuno che la rete di relazioni sia valorizzata e che vengano prese tutte le iniziative possibili per incentivare la costruzione di solidi legami di collaborazione tra gli individui.
Sarà opportuno rimuovere, per quanto possibile, ogni ostacolo che possa disincentivare simili comportamenti virtuosi, anzi, portando all’estremo il ragionamento, talvolta potrebbe essere persino desiderabile lasciare alcuni punti liberi all’interpretazione, alcune zone grigie, nelle norme e strutture formali che regolano il gruppo, lasciando che si mantenga quella fluidità e flessibilità da cui naturalmente può scaturire la rete di relazioni.
Fondamentale poi, vista la natura sociale di questo approccio, è la salvaguardia di un clima improntato alla correttezza, al rispetto reciproco e alla condivisione degli obiettivi, in assenza del quale difficilmente si creano i ponti necessari a dar forza al processo di cooperazione. Naturalmente l’incentivo maggiore al mantenimento di un clima favorevole al pieno sviluppo del potenziale insito nelle organizzazioni relazionali risiede nel vantaggio che tutti gli attori traggono dal coltivare simili reti di interazioni, di cui ogni individuo deve attivare e rafforzare continuamente i legami, oltre a costruirne dei nuovi, per poter operare nell’ambito del gruppo. Maggiore è la complessità delle organizzazioni prese in considerazione e maggiore sarà il valore di un simile approccio, la cui efficacia dipenderà chiaramente molto dalla cultura aziendale, per questo sarà opportuno, in gruppi di ogni dimensione, favorire il prosperare di approcci virtuosi basati sulle reti di relazioni.
 

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