Le Credenze e la Consapevolezza (Seconda Parte)

Mercoledì 07 Novembre 2012 07:00 Redazione
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(continua dalla Prima Parte)

Cambiare le credenze appare come il Santo Graal di ogni processo di trasformazione, tuttavia si assiste ad una inevitabile diversità di scala temporale tra le necessità e le possibilità oggettive.
Le imprese si trovano a dover cambiare modo di operare, sotto la spinta combinata di fattori esogeni ed endogeni, in tempi molto rapidi, quantificabili talvolta in pochi trimestri, per contro mutare le credenze può richiedere anche anni. (continua... fai click su Leggi tutto...)

Appare evidente allora come un processo strutturale di cambiamento debba senza dubbio giocare sulle credenze, così da rendere i risultati duraturi in una visione strategica, ma, allo stesso tempo, occorre anche poter disporre in campo armi di natura tattica, capaci di dispiegare il proprio effetto di trasformazione delle prassi e routine nell’immediato.
I due effetti coordinati e combinati tra loro possono permettere di rispondere alla necessità di evoluzione contingente e allo stesso tempo di consolidare il cambiamento nel tempo.
La leva tattica su cui possiamo operare diventa allora la consapevolezza.
In questo contesto per consapevolezza intendiamo la presa coscienza da parte degli individui di quale sia l’effettiva situazione dell’impresa in cui lavorano e dell’ambiente in cui essa si trova ad operare.
La percezione della realtà può portare rapidamente i soggetti ad internalizzare e far propria la necessità immediata di cambiamento e trasformazione, comprendendo l’urgenza di adattarsi alle mutate esigenze.
Aprire gli occhi agli individui li sottopone ad uno shock e ad una situazione di stress emotivo in grado di scatenare una reazione immediata “fight or flight” (combatti o fuggi).

(continua nella Terza Parte)