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Scrivere per Pensare (Seconda Parte)

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(continua dalla Prima Parte)

Scrivere è senza dubbio utile per fissare idee, ragionamenti e concetti, inoltre il testo scritto, diversamente dal discorso parlato, non ammette deroghe alla costruzione di un pensiero logico e lineare, da presentarsi in maniera strutturata.
L’assenza di idee e di concetti forti e significativi non permette di passare inosservata, se per riempire sei pagine di testo si è costretti a stiracchiare gli stessi concetti poveri e scarni, tendendoli come una coperta troppo corta per cercare di coprire le manchevolezze dell’intero discorso. (continua... fai click su Leggi tutto...)

Parlare del nulla è spesso possibile, anche con pregevoli risultati: almeno i più grandi affabulatori ci riescono, riempiendo i vuoti di contenuti con il gesto, l’inflessione, la cadenza, una buona dose di teatralità.
In questo la pagina scritta è invece spietata.
Scrivere sul nulla, rigirando lo stesso concetto all’infinito finisce sistematicamente per urtare il lettore, che, ricordiamolo, è costretto ad esercitare consapevolmente una azione, come il leggere, certamente meno passiva rispetto all’ascoltare (provate voi a fare qualcosa mentre leggete, come quando invece ascoltate distrattamente la radio).
Saper esprimere correttamente dei concetti e fissarli in un testo dovrebbe far parte, in teoria, del bagaglio minimo di qualunque cittadino di adeguato livello di scolarizzazione, tuttavia l’abilità di saper esprimere concetti scrivendoli non è affatto qualcosa da dare per scontato nel mondo reale.

(continua nella Terza Parte)

 

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