(continua dalla Prima Parte)
Il bravo runner, come il bravo manager, si mantiene impassibile, imperturbabile proprio nel momento del massimo sforzo e della maggiore difficoltà, perché in quei fatidici istanti, quando il fiato rischia di esser corto e si è in bilico indecisi se continuare o gettare la spugna, proprio in questi frangenti la capacità di mantenere la concentrazione sul presente, senza farsi distrarre da chi intorno a noi urla disperato, strepita e si strappa i capelli. (continua... fai click su Leggi tutto...)
La concentrazione permette di focalizzare le proprie energie proprio nei momenti critici, riuscendo così ad assestare il colpo decisivo, preciso e potente al tempo stesso, che permette di risolvere un problema apparentemente insopportabile.
Dunque la solida disciplina del runner insegna al manager a non perdere la testa quando tutti intorno a lui la stanno perdendo (e gliene fanno una colpa) e la pressione sale a livelli insopportabili. In quei momenti la risposta del runner è drizzare le spalle, restringere il campo visivo, respiro regolare e focalizzazione.
Il secondo spunto interessante che viene in mente riguarda invece le risorse a disposizione.
Un runner, sia esso esperto o principiante, deve avere una fine capacità di critica sulle proprie attuali forze, i propri limiti e le potenzialità di crescita nel breve come nel medio-lungo periodo.
(continua nella Terza Parte)





