(continua dalla Seconda Parte)
Se si manca di queste abilità, rischieremo sistematicamente di scontrarci con sfide troppo impegnative per il momento, finendo per ridurre le possibilità di sviluppo future o addirittura di bruciarle, magari a seguito di un infortunio. Il perfetto runner conosce bene i propri punti di forza e debolezza ed è in grado di confrontarsi con percorsi impegnativi, distanze via via più lunghe, tempi sempre migliori, in maniera graduale e sistematica. (continua... fai click su Leggi tutto...)
E’ insomma capace prima di tutto di ascoltare tutti quei piccoli segnali che permettono di impostare un corretto allenamento personalizzato che garantisca una crescita costante e sostenibile.
Così il bravo manager dovrà conoscere bene le risorse di cui dispone, sia quelle individuali che quelle del proprio team.
Vero che, come diceva Napoleone “le battaglie si vincono con gli uomini che si hanno, non con quelli che si vorrebbero avere” tuttavia un manager che sappia quali sono i punti di forza e debolezza e le caratteristiche della propria squadra (e di sé stesso) sarà in grado di affrontare le sfide presenti e future in maniera consapevole, anticipando le difficoltà e preparandosi a impegni futuri sempre più importanti.
L’abilità del runner nel gestire un allenamento per raggiungere uno specifico obiettivo (ad esempio riuscire a correre una mezza-maratona in un certo tempo) è analoga alla capacità di un bravo manager di saper investire nel proprio sviluppo personale e del team, avendo chiaro in testa l’obiettivo futuro e come prepararsi per raggiungerlo.
(continua nella Quarta Parte)





