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I fattori che favoriscono il cambiamento (parte quarta)

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Lo spazio ed il tempo del cambiamento

Il processo di cambiamento è costituito da fasi che spesso si affiancano alle normali attività operative dell’azienda, non a caso si parla di processo e non di singolo atto innovativo. Sarebbe fuorviante pensare che il cambiamento possa avvenire come semplice effetto collaterale della comunicazione e della volontà di apportare modifiche sostanziali alla struttura organizzativa. Per quanto sia opportuno rendere tale processo il più possibile una naturale evoluzione, occorre tuttavia aver chiaro che il cambiamento è un progetto che richiede l’allocazione di risorse proprie, appositamente dedicate, e che non può essere abbandonato al caso. (continua... fai click su Leggi tutto...)

Come ogni progetto che si rispetti dovranno essere definite precise milestone temporali al cui scadere occorrerà verificare lo stato di avanzamento dell’intero processo. Fissare scadenze è particolarmente importante in questo caso poiché esiste il rischio, non certo remoto, che il progetto di cambiamento venga percepito come un costo, un male necessario, una serie di compiti che sottraggono risorse ai progetto veramente “importanti”. Una simile percezione oltre a sminuire pericolosamente il lavoro degli attori più direttamente coinvolti nel processo, è sintomo di una distorta visione del significato del cambiamento. Stiamo parlando, infatti, di un investimento e non di un costo, che ha come obiettivo quello di essere un moltiplicatore del valore prodotto da tutti gli altri progetti. L’allocazione di risorse specifiche diventa allora una scelta naturale da operare secondo le linee guida adottate per qualunque progetto ritenuto prioritario. Le risorse di cui si nutre principalmente il cambiamento sono il tempo e lo spazio (reale o virtuale). Con tempo intendiamo le ore e i giorni che i vari attori coinvolti dedicano al processo di cambiamento, in questa categoria ricade l’attività individuale di pianificazione ed implementazione, le riunioni dedicate, la preparazione della documentazione relativa al processo e altre attività di questo genere. Nei casi più estremi, come ad esempio in molte aziende operanti nell’information technology, nella computer graphics e nell’intrattenimento digitale, viene concesso ai dipendenti di occuparsi di progetti propri durante l’orario di lavoro, per esempio un giorno alla settimana, in questo modo oltre a disporre di una fucina di idee originali, da sviluppare all’occorrenza, si attua concretamente quella palestra al cambiamento e alla creatività di cui si è già accennato. Dobbiamo inoltre tener conto del tempo necessario agli individui per riflettere e metabolizzare il processo di innovazione, sarà allora uno dei compiti del management quello di accelerare e decelerare l’azione scegliendo opportunamente le tempistiche, sulla base delle peculiarità e della cultura dell’organizzazione in esame. Lo spazio del cambiamento si può riferire ai luoghi in cui si opera la comunicazione, la gestione e l’implementazione del processo, in senso lato rientrano in questa categoria sia le sale dove ci si riunisce, che i luoghi virtuali dove si discute, come ad esempio l’intranet, la posta elettronica, i forum, i blog, i wiki aziendali. Un altro possibile punto di vista sul ruolo dello spazio, o meglio degli spazi, nel cambiamento riguarda il design architettonico esterno ed interno degli edifici dell’organizzazione. Le linee morbide, l’uso di materiali innovativi, giochi di acciaio e vetro, contrasti tra antico e moderno contribuiscono a definire l’immagine di una costruzione come fabbrica di idee fin dal primo impatto esterno. Come difficilmente si getterà un rifiuto in una strada linda e pulita, così sarà certamente favorita l’attitudine al cambiamento dal vivere e lavorare in un ambiente realizzato con l’obiettivo di stimolare e rendere piacevole il farvi parte. Per quanto riguarda gli interni l’azienda può adottare diversi miglioramenti più o meno estremi anche in base al proprio brand e cultura. Alcune considerazioni relativamente ovvie riguardano una migliore illuminazione degli spazi, la presenza di piante e decorazioni vivaci, una migliore collocazione degli arredi che punti a rimuovere per quanto possibile barriere reali e simboliche e a favorire la comunicazione e la collaborazione informale. Occorre incentivare la presenza di spazi in cui gli individui possano rilassarsi e discutere, ricorrendo eventualmente anche a piccole meeting room distribuite sui piani degli edifici, opportunamente attrezzate e che possano essere occupate senza prenotazioni formali. Questi spazi di incontro non sostituiscono, bensì integrano, le convenzionali sale riunioni. In alcuni contesti, quando si vuol sottolineare il carattere giovane e creativo di un impresa, si ricorre persino a giocattoli, gadget e amenità varie sparse negli uffici. A prescindere dall’efficacia di alcune idee forse fin troppo radicali, è comunque vero che alcuni accorgimenti intelligenti possono incoraggiare lo spirito di cambiamento in un ambiente. (continua nella quinta e ultima parte... fai click per leggere)

 

 

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