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Motivare il cambiamento e senso di crisi
Gli attori coinvolti nel cambiamento non potranno mai condividere l’obiettivo fissato finchè non si risponde alla legittima domanda sul perché occorra un cambiamento. La maggior parte delle persone accetteranno senza difficoltà l’idea della necessità di cambiare, se l’azienda si trova in stagnazione, cioè in assenza di una direzione ben definita, oppure quando una direzione c’è ma è sbagliata. I leader che guidano il cambiamento devono però farsi carico di mostrare agli occhi degli altri che l’azienda si trova effettivamente in una delle due condizioni precedentemente descritte. (continua... fai click su Leggi tutto...) Immersi nella quotidiana realtà aziendale non è così scontato che gli altri attori si rendano conto autonomamente della stagnazione o degli errori commessi. Occorre perciò che si diffonda un senso benefico di crisi che, lontano da toni apocalittici, chiarisca l’urgenza e la necessità di un cambio di rotta ma che, allo stesso tempo, rassicuri sulle prospettive future se verrà intrapresa la nuova strada. Questa fase potrà rivelarsi particolarmente critica se non siamo in una situazione di stagnazione e si vuole imporre un cambio di direzione spostando la mira dal precedente obiettivo ad uno nuovo. In questo scenario, gli artefici del cambiamento si trovano a combattere contro la direzione precedente di cui si vuole annullare l’effetto ed invertire la marcia. In particolare occorrerà fronteggiare l’inevitabile scetticismo generato da cambi di rotta troppo frequenti, distribuendo ampie assicurazioni circa la lungimiranza del nuovo corso. Occorrerà prestare particolare attenzione agli evangelisti del precedente cammino che, nella migliore delle ipotesi, vedranno minacciato e ridimensionato il loro ruolo in azienda, sentimento che diffondendosi renderà certo impresa ardua il reclutamento di nuovi evangelisti a sostegno della nuova causa.
Epilogo: Cenerentola diventa una principessa
Avevamo lasciato la nostra Cenerentola mentre con abiti logori e dimessi svolgeva ingrate faccende domestiche, ma nel corso della storia ha preso in mano il proprio destino e sfruttando abilmente i fattori che favoriscono il cambiamento è riuscita a raggiungere i propri obiettivi: sposare un bel principe, dimorare in un bellissimo castello e vestire di seta e damasco. La fiaba chiude i battenti e ci lascia con un sintetico ma rassicurante “... e vissero tutti felici e contenti”, sfortunatamente la realtà delle organizzazioni è radicalmente diversa: il cambiamento è parte integrante della vita di un’azienda. Dunque Cenerentola ad un anno dal matrimonio scoprirà che il principe è diventato un ubriacone e importuna ogni servetta del castello, la matrigna sta meditando un’amara vendetta e una certa Biancaneve sta cospirando ai danni della corona insieme ai sette nani: è giunta l’ora di un nuovo cambiamento. L’organizzazione deve rimboccarsi le maniche e affrontare un’altra sfida che le permetterà di contrastare le minacce incombenti e di cogliere nuove opportunità. Il processo si ripete, una nuova intrigata avventura avrà inizio, ma ciò non deve affatto sminuire il valore dei cambiamenti passati così faticosamente raggiunti, poiché l’organizzazione di domani si costruisce sulle fondamenta di quella di ieri.





