(continua dalla prima parte, click per leggere)
Rassicurazione
Il vento del cambiamento alimenta il fuoco di dubbi, incertezze, invidie e faide nascoste nei grovigli della struttura aziendale. Per alcuni il cambiamento è uno stimolo, questi sono coloro a cui piacciono le nuove sfide e intravedono opportunità dove gli altri scorgono solo fonti ulteriori di problemi, avremo allora da conciliare gli interessi di rapidi giaguari, desiderosi di lanciarsi in corsa persino troppo in fretta, con quelli di sonnolenti orsi, che vedono nella staticità un valore in sé, trincerandosi dietro al motto: “ma si è sempre fatto così”. Il compito del management in questo caso sarà quello di tenere a bada gli spiriti troppo precipitosi, ma soprattutto quello di rassicurare coloro che nutrono dubbi legittimi e paure circa il processo in atto. Una strategia efficace di comunicazione dovrà cercare, per quanto possibile, di anticipare e diradare almeno le perplessità più comuni. (continua... fai click su Leggi tutto...)
Tuttavia esiste anche un tempo per decidere e in cui ci si sarà già occupati della maggior parte dei dubbi, ma in cui continuerà ad esistere un margine di incertezza. L’incertezza è infatti parte integrante di qualunque processo di cambiamento e non esistono sfere di cristallo per annullare completamente gli elementi imprevedibili. Sfortunatamente in ciascuna organizzazione, a vari livelli, esistono sempre soggetti che non hanno piena consapevolezza di questo aspetto del processo innovativo, coloro sono gli avvocati del diavolo che fino a quando vengono tenuti sotto stretto controllo possono svolgere un ruolo utile di contro altare alle decisioni troppo precipitose, ma se il management non sarà in grado di controllarli, potranno arrestare qualunque processo decisionale sommergendolo di dubbi, timori, ipotesi e scenari apocalittici che avranno partorito durante le loro notti insonni.
Comunicazione
Comunicare consiste nel diffondere informazione circa il processo di cambiamento, ovviamente parte importante del messaggio sarà il contenuto, ma questo dipende direttamente dall’idea dietro il cambiamento stesso. Fondamentale è allora, anche la forma ed il canale adottato. La forma è il modo in cui si “confeziona” il contenuto, può essere amichevole, personalizzata, istituzionale, troppo burocratica; i canali possono essere i più disparati (la forma è spesso vincolata dal canale). I canali possono essere ufficiali (circolari interne, riunioni ristrette, assemblee ampie, intranet aziendale, posta elettronica, incontri faccia a faccia) oppure informali (il passaparola tra dipendenti). E’ opportuno veicolare il messaggio combinando canali e forme differenti. Questo perché ogni canale e forma presenta vantaggi e svantaggi: attenzione particolare deve essere prestata ai canali non ufficiali, non è il caso per esempio che un dipendente apprenda da un collega al bar che sta per essere trasferito ad un altro incarico, prima che sia il suo diretto superiore a comunicarglielo in un incontro faccia a faccia. Allo stesso tempo esistono informazioni importanti circa il processo di cambiamento che si veicolano più facilmente tramite canali informali. L’obiettivo è quello di confezionare vari tipi di messaggio in modo che tutti abbiano una visione generale del cambiamento in corso ma che, allo stesso tempo, non si verifichi sul singolo un information overload con dettagli che non lo riguardano e interessano. Una corretta comunicazione deve tenere aggiornati tutti sul processo di cambiamento in corso, evitando il caos causato dal proliferare incontrollato di voci, smentite, rettifiche. (...continua nella terza parte... fai click per leggere)





