(continua dalla Seconda Parte)
Le leve a disposizione si rivelano efficaci solo se si è compreso profondamente la testa e anche la pancia degli individui, se si è in grado di parlare sia alla componente razionale che a quella squisitamente emotiva.
Solo così sarà possibile smuovere dall’attuale punto di equilibrio la struttura, mantenerla un tempo sufficiente al di fuori dell’equilibrio e farla naturalmente scivolare in un nuovo punto di stabilità.
Il rischio che corre chi non ha compreso a pieno il cuore delle persone o peggio ancora ha del tutto ignorato i fattori umani è quello di non riuscire inizialmente a spostare l’impresa dal punto di equilibrio, in tal caso ci si potrà dare per vinti, il che comunque rappresenta un danno per l’azienda, oppure spingere con forza finchè non si forza l’impresa al di fuori dall’equilibrio, ma senza una chiara traiettoria di rientro alla stabilità. (continua... fai click su Leggi tutto...)
Forzare l’impresa mantenendola troppo a lungo nell’instabilità porta ad un progressivo e continuo degrado della stessa, generando confusione e smarrimento nei dipendenti che non possono intravedere il punto di arrivo, vista l’incapacità del management di definire una chiara e ben definita strategia.
(continua nella Quarta Parte)





