L’attività di qualunque azienda si potrebbe sintetizzare al massimo in una semplice sequenza di acquisti/produzioni a un certo costo e vendite a prezzi più alti, alla ricerca di margini consistenti per rimpinguare la linea di fondo del conto economico.
Per quanto possa apparire brutale si tratta di una verità difficilmente smentibile, che però ha come difetto principale il focalizzare l’attenzione sulla vendita del prodotto in se.
Volendo arricchire il discorso sarà allora bene ricordarci che il punto non sono i prodotti che vendo, bensì i clienti che li acquistano. (continua... fai click su Leggi tutto...)
Può sembrare un modo tortuoso per rigirare le parole, per far chimica sulla forma di una affermazione lasciando inalterata la sostanza, invece si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana che non tutte le imprese sono in grado di comprendere e di realizzare a pieno.
Paradossalmente le aziende che soffrono maggiormente di miopia sono proprio quelle che trarrebbero maggiori benefici da un cambio di prospettiva.
Pensiamo a tutte le compagnie che realizzano beni o erogano servizi ormai considerati delle commodity, oggetti fisici o virtuali del tutto indifferenziati e apparentemente in differenziabili dalla concorrenza.
Queste imprese finiscono facilmente per puntare sul taglio dei costi di produzione, concentrandosi dunque sul prodotto, così da poter tenere prezzi più bassi rispetto ai competitor e aumentare il volume delle vendite, preservando un certo margine di profitto.
Come ben noto,in questi mercati estremamente competitivi si scatena ben presto un gioco al massacro in cui la riduzione dei costi, pur di vendere, diventa selvaggia, finendo per erodere pericolosamente i margini di guadagno.
(continua nella Seconda Parte)





