(continua dalla Prima Parte)
Il mondo dei cosidetti smartphone e tablet, tutti rigorosamente connessi alle reti wireless e cellulari di terza generazione (e in prospettiva di quarta), rappresentano quel variegato mondo che si etichetta solitamente come mobile.
A prescindere dalle specifiche caratteristiche delle singole offerte troviamo alcuni tratti comuni che contraddistinguono questi dispositivi dai vecchi cellulari. (continua... fai click su Leggi tutto...)
Innanzi tutto i nuovi dispositivi mobile sono permanentemente connessi ad una rete dati a cui accedono a banda larga sincronizzandosi e ricevendo continui aggiornamenti, inoltre le capacità computazionali degli apparecchi più recenti sono pari o superiori anche rispetto a molti computer di fascia intermedia (arrivando a montare perfino chipset dedicati alla grafica), infine troviamo comunemente integrati nei dispositivi sia fotocamere che GPS.
Assistiamo allora ad un interessante fenomeno di personalizzazione, molto simile a quanto avvenuto con l’avvento dei cellulari rispetto alla linee di telefonia fissa.
Un tempo quando si effettuava una chiamata il destinatario era solitamente una abitazione, per cui la tipica frase di inizio conversazione era “pronto casa Rossi? Sono Mario, con chi parlo?” un riflesso diretto del fatto che l’apparecchio telefonico era un qualcosa di condiviso da un insieme di persone.
Oggi la tipica domanda che si fa chiamando un cellulare è “Ciao Mario, sono Luigi, dove sei?”.
Dunque non chiamiamo più l’apparecchio di famiglia, bensì il cellulare personale, caratterizzato dall’essere portatile, enfatizzando il carattere di mobilità.
E’ naturale che, una volta dotato di potenza computazionale e accesso alla rete dati, il cellulare si trasforma da strumento di comunicazione vocale personale a strumento di comunicazione tout court e di elaborazione.
Lo smartphone e il tablet possono sostituire il Personal Computer di famiglia e spesso anche la console da videogiochi, portandoci nell’ambito di un mobile computing che si fa sempre più, davvero, personal e individuale.
(continua nella Terza Parte)





