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L'Esperienza Emotiva nel Disegno di Prodotti e Servizi

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Le caratteristiche che concorrono a definire un prodotto o servizio sono molteplici, tuttavia quelle che lo rendono veramente unico, distinto da tutti i suoi simili o addirittura costituente una categoria a se stante si incentrano su pochi fattori chiave. In particolare la componente emozionale riveste un ruolo decisivo nel forgiare l’immagine di un oggetto materiale o immateriale.
La capacità di suscitare emozioni è tipicamente umana, tuttavia, se un prodotto è ben disegnato, può veicolare sensazioni, impressioni e suscitare sentimenti nel potenziale acquirente in base all’idea originale dei suoi creatori. Gli elementi che concorrono a determinare il messaggio emotivo trasmesso da un prodotto sono molteplici, un mix di elementi alcuni propri del prodotto in sé, altri della modalità di promozione e presentazione (incluso per esempio il packaging). (continua... fai click su Leggi tutto...)  Tradizionalmente gran parte del marketing di prodotto punta sul far sentire speciale il cliente, che deriva così sensazioni positive e “uniche” dal possesso di un oggetto, ciò spesso andando a stimolare alcuni degli istinti meno nobili del potenziale compratore, in particolare solleticandone l’ego, ingenerando la volontà di acquisto per poter esibire la merce, denotare il proprio status sociale o semplicemente sentirsi valorizzato a scapito del resto dell’umanità che viene ad avere, come unica mancanza, quella di non possedere l’oggetto del desiderio del momento.
Simili strategie sono tuttora in voga, ma non costituiscono certamente il massimo della sofisticatezza, anzi, essendo fortemente abusate tendono a ingenerare una certa assuefazione nel pubblico, che non reagisce più opportunamente agli stimoli, oltre ad essere sostanzialmente identiche alle leve utilizzate dalla concorrenza.
Molto diverso è invece puntare alla generazione di emozioni correlate ad un generico ideale di bontà, positive, solari e a esperienze emotive personalizzate. Nel primo caso si può andare a stimolare l’orgoglio, il senso di appagamento, l’amor proprio, in ultima analisi, l’ego del cliente puntando però su messaggi positivi, che pescano fortemente dal terreno della solidarietà, dell’accrescimento culturale, del soddisfacimento di bisogni non primari e dell’altruismo. In questo modo si va dunque ad appagare un senso profondo di appartenenza e di umanità, scoprendo uno strato decisamente più nascosto che alberga in ogni individuo, e quindi maggiormente decisivo per le sue scelte. In questo modo si può denotare la componente emotiva di un oggetto al fine di vendita senza però degradare lo stato dell’acquirente, anzi puntando ai sentimenti più nobili.
La leva della personalizzazione dell’esperienza emotiva è ancora più complessa da gestire, ma fortemente efficace. Si tratta di generare emozioni invece di trasmetterle preconfezionate, in questo caso i segnali lanciati attraverso promozione, presentazione e caratteristiche del prodotto, vengono interpretati dal singolo individuo fornendo stimoli ad un più alto livello di astrazione e non scenari emotivi, percorsi già confezionati. Così il cliente può crearsi autonomamente un cammino nel giardino delle emozioni guidato da pochi profumi e colori che lo indirizzeranno verso fonti di positività a cui abbeverarsi, ma la natura delle emozioni e il significato ultimo che il cliente assegnerà al bene acquistato sarà specifico, individuale e personale.
Questo ultimo tipo di comunicazione e di progettazione del prodotto è ovviamente la più complessa, perché richiede una mano esperta che sappia suggerire messaggi sommessi piuttosto che urlarli, lasciando aperte le interpretazioni. Uno dei vantaggi di questa complessa strategia è anche quello di riuscire a generare volontà e motivazioni di acquisto e utilizzo anche in categorie altamente specializzate, nelle code lunghe delle preferenze diversificate, corteggiando anche i clienti più smaliziati e sofisticati, che, se soddisfatti dell’esperienza emotiva fornita, si trasformeranno in veri e propri evangelisti del prodotto e del marchio, pronti non solo a fornire utilissimi suggerimenti per los viluppo di nuove idee, ma si faranno anche efficientissimi portavoce, nella propria rete sociale, dei valori portati dal prodotto.
Per concludere possiamo dire che, in effetti, è in corso una ridefinizione, una evoluzione del concetto stesso di prodotto e servizio, che ne allarga il raggio di impatto e la sfera di significati, portandoci verso un futuro in cui l’acquisto diventerà uan esperienza di maggiore consapevolezza, un momento in cui la scleta assume un valore al di là della semplcie transazione commerciale.Le caratteristiche che concorrono a definire un prodotto oservizio sono molteplici, tuttavia quelle che lo rendono veramente unico, distinto da tutti i suoi simili o addirittura costituente una categoria a se stante si incentrano su pochi fattori chiave. In particolare la componente emozionale riveste un ruolo decisivo nel forgiare l’immagine di un oggetto materiale o immateriale.
La capacità di suscitare emozioni è tipicamente umana, tuttavia, se un prodotto è ben disegnato, può veicolare sensazioni, impressioni e suscitare sentimenti nel potenziale acquirente in base all’idea originale dei suoi creatori. Gli elementi che concorrono a determinare il messaggio emotivo trasmesso da un prodotto sono molteplici, un mix di elementi alcuni propri del prodotto in sé, altri della modalità di promozione e presentazione (incluso per esempio il packaging).
Tradizionalmente gran parte del marketing di prodotto punta sul far sentire speciale il cliente, che deriva così sensazioni positive e “uniche” dal possesso di un oggetto, ciò spesso andando a stimolare alcuni degli istinti meno nobili del potenziale compratore, in particolare solleticandone l’ego, ingenerando la volontà di acquisto per poter esibire la merce, denotare il proprio status sociale o semplicemente sentirsi valorizzato a scapito del resto dell’umanità che viene ad avere, come unica mancanza, quella di non possedere l’oggetto del desiderio del momento.
Simili strategie sono tuttora in voga, ma non costituiscono certamente il massimo della sofisticatezza, anzi, essendo fortemente abusate tendono a ingenerare una certa assuefazione nel pubblico, che non reagisce più opportunamente agli stimoli, oltre ad essere sostanzialmente identiche alle leve utilizzate dalla concorrenza.
Molto diverso è invece puntare alla generazione di emozioni correlate ad un generico ideale di bontà, positive, solari e a esperienze emotive personalizzate. Nel primo caso si può andare a stimolare l’orgoglio, il senso di appagamento, l’amor proprio, in ultima analisi, l’ego del cliente puntando però su messaggi positivi, che pescano fortemente dal terreno della solidarietà, dell’accrescimento culturale, del soddisfacimento di bisogni non primari e dell’altruismo. In questo modo si va dunque ad appagare un senso profondo di appartenenza e di umanità, scoprendo uno strato decisamente più nascosto che alberga in ogni individuo, e quindi maggiormente decisivo per le sue scelte. In questo modo si può denotare la componente emotiva di un oggetto al fine di vendita senza però degradare lo stato dell’acquirente, anzi puntando ai sentimenti più nobili.
La leva della personalizzazione dell’esperienza emotiva è ancora più complessa da gestire, ma fortemente efficace. Si tratta di generare emozioni invece di trasmetterle preconfezionate, in questo caso i segnali lanciati attraverso promozione, presentazione e caratteristiche del prodotto, vengono interpretati dal singolo individuo fornendo stimoli ad un più alto livello di astrazione e non scenari emotivi, percorsi già confezionati. Così il cliente può crearsi autonomamente un cammino nel giardino delle emozioni guidato da pochi profumi e colori che lo indirizzeranno verso fonti di positività a cui abbeverarsi, ma la natura delle emozioni e il significato ultimo che il cliente assegnerà al bene acquistato sarà specifico, individuale e personale.
Questo ultimo tipo di comunicazione e di progettazione del prodotto è ovviamente la più complessa, perché richiede una mano esperta che sappia suggerire messaggi sommessi piuttosto che urlarli, lasciando aperte le interpretazioni. Uno dei vantaggi di questa complessa strategia è anche quello di riuscire a generare volontà e motivazioni di acquisto e utilizzo anche in categorie altamente specializzate, nelle code lunghe delle preferenze diversificate, corteggiando anche i clienti più smaliziati e sofisticati, che, se soddisfatti dell’esperienza emotiva fornita, si trasformeranno in veri e propri evangelisti del prodotto e del marchio, pronti non solo a fornire utilissimi suggerimenti per los viluppo di nuove idee, ma si faranno anche efficientissimi portavoce, nella propria rete sociale, dei valori portati dal prodotto.
Per concludere possiamo dire che, in effetti, è in corso una ridefinizione, una evoluzione del concetto stesso di prodotto e servizio, che ne allarga il raggio di impatto e la sfera di significati, portandoci verso un futuro in cui l’acquisto diventerà una esperienza di maggiore consapevolezza, un momento in cui la scleta assume un valore al di là della semplice transazione commerciale.
 

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