(continua dalla Prima Parte)
Una possibile risposta la possiamo ottenere guardando il problema da un punto di vista leggermente diverso.
Il problema nell’allontanarsi dal core business per esplorare nuove opportunità, o di arricchire l’offerta attuale non risiede tanto nei rischi legati agli investimenti in sé, quanto all’aumento della complessità del business aziendale. (continua... fai click su Leggi tutto...)
Quando una impresa comincia ad introdurre un eccesso di fronzoli nella propria offerta iniziano i problemi a prescindere dal fatto che ci si sia lanciati nell’esplorazione di nuove opportunità o che si stia lavorando ad arricchire quelle esistenti.
Tipicamente si osserva una progressiva ma inarrestabile perdita di capacità di focalizzazione, per cui volendo aggiungere ai prodotti/servizi caratteristiche, funzioni, peculiarità si assommano una serie di minuzie fino a rendere l’offerta incoerente, poco bilanciata e del tutto ingestibile.
Naturalmente vengono meno le economie di scala che tanto aiutano a mantenere bassi i costi di produzione/distribuzione ed alta l’efficienza, ma oltre a questo aumentano i rischi operativi a cui ci si espone e avanza il pericolo di perdere la capacità di analisi e controllo della situazione.
Da notare che quanto scritto può avvenire sia aggiungendo prodotti innovativi che continuando a rimestare con l’offerta in essere, che comunque ha bisogno di un continuo aggiornamento.
Questa sorta di crescita inerziale della complessità dell’offerta è decisamente peggiore di qualunque rischio a cui ci si espone attraverso una innovazione guidata e mirata.
Che cosa fare per combattere questa tendenza ad assommare piccoli correttivi che finiscono per portarci fuori rotta? Per evitare la stratificazione di modelli di business, prezzi, prodotti e così via?
(continua nella Terza Parte)





